Casamonica, il Boss delle Cerimonie e Il Fatto Quotidiano.

Per indole, avendo ben chiara la regola che mi sono imposto nel cercare di scrivere solo quando convinto di poter esprimere un punto di vista un po’ diverso dal solito, tendo a rifuggire argomenti troppo al centro di dibattiti e disamine su giornali, telegiornali e radio; nel caso, la possibilità di fare una figura non proprio brillante, è molto alta.

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Sulla vicenda Casamonica mi ero limitato solo a questa battuta: Non capisco tutto questo clamore per il funerale di Casamonica quando ogni giorno sono permessi matrimoni molto più kitsch nella più totale indifferenza”.

Niente di geniale per carità, ma da napoletano, dopo l’impietoso spettacolo de “Il boss delle cerimonie” o dell’apertura del bellissimo Reality di Garrone non potevo perdere l’occasione per stigmatizzare una pratica che purtroppo ancora in qualche modo resiste (e mi riferisco al folklore nuziale che ancora resiste in alcune parti del meridione, non a quello funebre degli zingari).

Da qui tutta una serie di commenti e messaggi privati che, nel migliore dei casi cercavano, come si farebbe a un bambino un po’ lento, di spiegarmi perché le due cose non fossero paragonabili.

Ok. Allora mi tocca provarci sul serio, anche perché la sola cosa che mi irrita più della possibilità di scrivere sciocchezze e l’essere costretto (da giorni) a partecipare alla sagra della banalità e ipocrisia.

  •          “La chiesa ha vietato il funerale a Welby, l’ha concesso a Casamonica e ha pure benedetto la salma”.

Vero. Peccato che la Chiesa faccia il suo mestiere e cioè celebrare funerali, battesimi, cresime & affini per tutti i cattolici. Puoi anche aver commesso delitti atroci, ma se poi ti confessi e ti dici “pentito” il prete ti dà l’assoluzione e la comunione. Il prete, per chi ci crede, è un tramite. Se non sei pentito sul serio spetterà a Dio (per chi ci crede) prendere poi provvedimenti.

Welby invece (e al suo ricordo va tutta la mia completa stima), avendo scelto l’eutanasia, che per la chiesa equivale al suicidio, non faceva più parte della comunità cattolico-cristiana. Per quanto possa apparire una motivazione senza senso (essere per questo esclusi dalla Chiesa) fino a quando un concilio, un’enciclica o qualcosa del genere non segnerà una nuova direzione i fatti stanno così.

E poi, la benedizione della salma e l’estrema unzione non possono essere rifiutate (se non ricordo male non serve neanche un prete per darla). Ma soprattutto, tra le cose che ho reputato gravissime della chiesa, come l’ostracismo verso il preservativo che ha provocato milioni(?) di morti per aids e la bolla di peccatori ai gay con i relativi campi di recupero di certo non mi indigno per la benedizione data una salma.

A questo punto potete fare due cose: o uscire dalla Chiesa Cattolica per protesta, almeno fino a quando le cose non cambieranno, oppure chiedere le dimissioni di Marino perché non poteva non sapere che per la Chiesa fosse così (come stanno facendo gli opinionisti de Il Fatto Quotidiano).

  • “La banda ha suonato la musica de Il Padrino per dimostrare il potere dei Casamonica.”

Vero. Scelta un po’ pleonastica. Ma non è che ci si potesse aspettare “Grazie dei fiori” oppure l’”Aura” di Magnus Lindberg. Anche qui bisognerebbe controllare se è stata versata regolare Siae e poi chiedere le dimissioni di Marino perché non poteva non sapere che la musica di Rota depositata alla Siae fosse la più amata dai mafiosi (come stanno facendo gli opinionisti de Il Fatto quotidiano).

  • “Lo Stato ha permesso che si celebrassero questi funerali”.

Questa l’ho tenuta per ultimo perché se ci penso davvero vado ai matti. Nemmeno mi sogno di partecipare al giochino di chi fosse la responsabilità tra questura, prefettura, curia ecc ecc e chi, nel caso, avrebbe dovuto vietare la funzione (di certo non i pochi vigili e forze dell’ordine presenti che hanno cercato di agevolare il traffico come si trattasse di una normale processione). Il punto è un altro.

A Roma, da anni, esiste la Mafia. Anzi ne esistono almeno due. Una è quella che si muove e si è sempre mossa cercando di fare pressioni sul Palazzo della politica nazionale, un’altra è quella che da anni si divide la Città Eterna: gli appalti, le case popolari e quelle storiche, i soldi per i rifugiati, il controllo della spazzatura e immagino tanto altro.

Scandalizzarci adesso per un carro dorato e quattro fotografie lo trovo di un’ipocrisia disarmante, fa parte della loro cultura alla morte di un caro (santo o farabutto che fosse) questo tipo di cerimonia, petali di rose comprese.

Ma se proprio volete, si può pensare di fare una proposta di legge perché i mafiosi (o i sospettati di mafia) non muoiano più, o, in alternativa, chiedere le dimissioni di Marino perché non poteva non sapere che l’ordine per le stragi di Falcone e Borsellino e l’omicidio Ambrosoli fosse partito proprio da Roma (come scritto, in qualche modo, da Emiliano Liuzzi su Il Fatto Quotidiano).

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2 pensieri su “Casamonica, il Boss delle Cerimonie e Il Fatto Quotidiano.

  1. L’unzione degli infermi può essere amministrata solo dal sacerdote. È solo una precisazione! Non capisco cosa c’entri la foto del boss dei matrimoni con il calan dei Casamonica.

    • Ciao Giovanni,
      grazie per la precisazione (anche se continuo a ricordare che in alcuni casi estremi, in mancanza del sarcerdote, sembra sia possibile una sorta di deroga). Cosa centri quella foto ho cercato di spiegarlo in tutto il pezzo… 😀

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