Birdland2020: DellaMorteDellAmore – Speciale Halloween!

Sono tempi difficili, lo sappiamo bene, ma vogliamo lo stesso provare un po’ di strana normalità per questo Halloween.

Sei foto a tema urban horror ispirate al titolo del bel libro di Tiziano Sclavi (il creatore di Dylan Dog).

Le foto le ho realizzate nella scorsa edizione del bellissimo Napoli Horror Festival organizzato da Beatrice Baino e la sua incredibile squadra, la modella è Rossella Nusco, il trucco è di Federica Marino della New Flesh – Make Up & Creative Lab ad assistermi in maniera preziosissima Valentina Sodano, Gabriella Diliberto, Gianfranco Cercola e Dario di Leva.

E vi lascio con una bella frase del libro ripresa anche poi dal film omonimo: Ognuno di noi fa quello che può per non pensare alla vita.

Rossella Nusco in uno scatto di Massimo Piccolo

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The Queen’s Gambit

Può il gioco degli scacchi diventare esaltante e cinematografico anche per chi di scacchi capisce poco o nulla? Se siete appassionati di “belle storie” e avete visto o guarderete The Queen’s Gambit sicuramente la risposta è sì.

Non badate al titolo italiano “La regina degli scacchi” il titolo originale  – che poi è quello pensato dal genio dello scrittore Walter Tevis – suoi anche The Hustler (tradotto con Lo spaccone, indimenticabile film con Paul Newman) e L’uomo che cadde sulla terra (primo film da attore di David Bowie) – ha un significato molto più complesso (proprio come questa miniserie), dove Gambit significa “gambetto” che si usa per indicare  una mossa degli scacchi e suona come “il sacrificio della Regina”.

Anya Taylor-Joy, la protagonista del film è bravissima e regge perfettamente quasi sei delle sette puntate della miniserie, ma senza Isla Johnston che interpreta in maniera straordinaria la stessa protagonista da ragazzina il personaggio di Beth Harmon non avrebbe la stessa potenza e credibilità.

Può il gioco più antico del mondo godere in maniera sana di “effetti speciali”? Certo. Le scene dei pezzi che calano giù dal soffitto come statue di una cattedrale gotica sono stupende e funzionali.

Altra mossa vincente, anche grazie a The Queen’s Gambit, scopriamo che gli elementi che saranno caratteristici di un personaggio si possono introdurre senza doverli spiegare con voci fuori campo, 50 flashback e 12 dialoghi. La nascita della passione per la moda di Beth (che diventa un piacere per lo sguardo degli spettatori visto che indossa molto bene il meglio dei vestiti anni ’50 e ’60) si origina da un paio di piccoli dispiaceri e non da mega drammi.

In conclusione, davvero un bel coming of age con tanto di riscatto personale, deliziosamente femminista, che inizia con un incidente e termina su di un tavolino a Mosca. Da non perdere.

(in programmazione su Netflix)