SNAP! – CRUEL SUMMER

Più che un mistery-psicologico, come viene pubblicizzato, in realtà è thriller-psicologico di ottima scrittura e realizzazione, con i soliti elevatissimi standard tecnici e recitativi.

Bella e funzionale l’idea del racconto non-lineare (ogni puntata svela lo stesso giorno vissuto dalle protagoniste nei tre anni differenti: 1993,94 e 95), come intelligente e suggestiva è la scelta dei diversi coloring (dal rassicurante, rosa e colorato del primo anno a quello desaturato e molto contrastato del terzo).

Perfette le due protagoniste così come gli altri personaggi. Probabilmente l’apporto di Tia Napolitano (showrunner in grande ascesa), è stato determinante nel trattare un tema così delicato (che è quello di un amore proibito), con grazia, senza mai trovare (as)soluzioni consolatorie o scadere nel voyeurismo.

Tre annotazioni più tecniche, una che mi è piaciuta molto e le altre un po’ meno: bella l’idea di ambientare la storia negli anni ’90 così da sfruttare l’effetto amarcord e dare un motivo in più ai non Y/A di gustarsi il prodotto, non del tutto convincente l’uso di temi sociali, sicuramente interessanti ma che risultano poco funzionali perché non aderenti alla storia, e il secondo finale a effetto perché, per quanto fosse assolutamente logico nell’economia del racconto, non anticipato da nulla.

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