“E questo è quanto”: Massimo Piccolo porta l’universo narrativo di Peppe Lanzetta sul grande schermo.

Nel primo esperimento di film/biopic di narrazione, la magia della lettura.

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Ma cos’è precisamente E questo è quanto?

O meglio, come è strutturato?

Per riuscire a raccontare il complesso universo narrativo di Peppe Lanzetta e dei suoi personaggi già diventati iconici ma che in realtà hanno tutte le caratteristiche di veri e propri archetipi contemporanei (si consideri che l’autore di Piscinola è uno dei pochissimi scrittori italiani ai quali la Feltrinelli ha pubblicato oltre a 3 libri di racconti e romanzi anche 2 libri di ballate) Massimo Piccolo ha diviso in tre il piano della narrazione, che alternandosi e completandosi al montaggio, diventeranno un suggestivo e coinvolgente unico fluido narrativo.

Lo scrittore, i personaggi e i libri.

Da una parte uno scrittore, i luoghi d’ispirazione, la scrittura, la musica, dall’altra i suoi personaggi, calati nella realtà, vivi, crudi, spietatamente autentici. Cosa li lega?

Cosa dà vita a un libro quando è stretto nelle nostre mani? Il lettore.

Il lettore è il possente l’artefice della magia, l’anello di congiunzione, l’unica possibilità per queste due dimensioni di prendere vita. In “E questo è quanto” personaggi noti della cultura (attori, cantanti, artisti) diventano lettori eccellenti, momenti rubati al loro quotidiano, il divano di casa, la fermata di una metro, una poltrona nell’attesa di entrare in scena…

Agnese Palumbo

20.039 lettori nei primi 90 giorni

Se dicessi che è nato per gioco racconterei una bugia.

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L’idea di avere uno spazio “diretto” per provare a raccontare la mia “idea del mondosenza passare per giornali o tv con le quali collaboro o affidarmi a un film o a uno spettacolo mi intrigava molto e frullava in testa da un bel po’.

In realtà non so se 20.039 lettori in questi primi 90 giorni (o poco meno) sia, dal punto di vista del marketing, un buon risultato oppure no, ma a il pensiero che tante persone si siano fermate qui in un posto del genere (dal nome difficilissimo da ricordare) dove si parla spesso di argomenti non troppo popolari, per me è straordinario.

Grazie ancora.

Max