Inside Layla – “C’è qualcosa di sbagliato nelle luminarie natalizie lasciate in strada dopo le feste…”

Guidare a quest’ora, la strada bagnata che riflette le luci sull’asfalto, è una di quelle poche cose capaci di dargli una certa pace. Fuori è freddissimo, ma in auto Gabriel ha lasciato il giubbotto sui seggiolini posteriori e si è scorciato le maniche del maglioncino nero.

Luci

C’è qualcosa di sbagliato nelle luminarie natalizie lasciate in strada quando gennaio sta finendo, pensa. Forse perché da spente si rivelano per quello che sono: ferro, plastica sporca e lampadine. O perché senza i giochi di luce mostrano la vera distanza che le separa le une dalle altre. Inchiodate sui pali a venti metri di distanza senza nemmeno il sollievo di potersi scambiare una parola. Sole, oltre che inutili. Continua a leggere

E.Si.Le (Estrema Sintesi Letteraria) Crepuscolo – Kent Haruf

C’è poco da fare. Quando leggi Haruf non puoi fare a meno di chiederti come sia possibile che le storie di persone così lontane dal tuo mondo (quanti di noi hanno mai visto da vicino un toro o frequentato qualcuno che vive in una roulotte?) ti suonino così familiari. Certo, la prima risposta che provi a darti è che comunque si tratta di sentimenti umani, universali eccetera eccetera. Ma fosse solo questo, Haruf non sarebbe il genio che è.

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Un ritratto dello scrittore

Ma come si racconta una storia del genere?

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90passi – Da “mangia foglia” a “mangia maccheroni” (e le polpette fritte che si mangiano “rubate”)…

Punto 1 “Questa è un’osteria tipica e non un ristorante, a Napoli ne esistono almeno 8375, per cui qui niente spaghetti alle vongole, frittura di gamberi e calamari, e pesce alla brace”.

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Il “mangimaccheroni” del dipinto è realizzato da Matthias Stomer che è stato a Napoli dal 1633 al 1637

Niente mi sembrava meglio del “punto 1”, ricopiato qui integralmente dalla pergamena affissa all’interno del locale, per chiarire subito la filosofia che sottende allo splendido lavoro che Luigi e Peppe Maiorano stanno portando avanti nella loro osteria. “Talebano” della cucina tradizionale, come qualche affezionato cliente l’ha soprannominato, Luigi (lo chef) è in realtà un omone dall’aspetto deciso ma bonario, perfetta icona della nobile arte della vera cucina napoletana, dove lo studio e la conservazione della tradizione diventano gli ultimi baluardi della difesa di un’identità appannata dai libri di scuola votati alla necessaria causa della creazione dell’Unità risorgimentale. Continua a leggere

Un romanzo intenso, perturbante, ansiogeno… Layla per Rosanna Sanseverino (SoleLuna)

Layla è un romanzo che non vi immaginerete, è dolce quanto amaro e lo si può percepire già dalla scelta della copertina. Una scala di grigi, ed un solo colore, il blu. Una scelta accattivante che cela dietro un motivo, che si scopre piano piano tra le righe di questo romanzo.

La minuzia negli eventi, nei personaggi, nei cenni storici sottolinea la grande ricerca sia psicologica sia emotiva che c’è stata dietro alla stesura di questo romanzo, la voglia di averlo esattamente così, intenso, perturbante, ansiogeno, sembra quasi tu abbia chiara la situazione ma quando volti pagina la trama cambia. Continua a leggere

Inside Layla – Il culto segreto (e antichissimo) nascosto nel Duomo di San Gennaro.

Inizialmente, quando mi è apparsa – già stranamente fin troppo definita a voler essere sinceri – la figura di Layla, questo libro avrebbe dovuto essere un semplice “coming of age”, una semplice storia con protagonisti dei ragazzi che stanno diventando adulti.

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Ma la svolta è arrivata quando, facendo delle ricerche sugli antichi culti che nei secoli sono passati per Napoli, mi sono imbattuto in quello che poi ho ripreso per la religione de la Sposa (apportando piccole varianti per non rendere riconoscibili alcuni luoghi, dove ancora oggi alcune persone celebrano il loro credo). Continua a leggere

Layla: un incontro straordinario…

La storia di Layla è così fuori dall’ordinario che l’incontro con quelli che leggendola diventeranno i suoi nuovi amici non poteva ridursi a una classica presentazione.

Avevamo bisogno di stimolare tutti e cinque sensi per far immergere i partecipanti nell’universo dei cinque ragazzi protagonisti, dell’inquietante “sposa” e di Napoli, una delle capitali esoteriche più importanti del mondo.

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Dai commenti e dall’entusiasmo dei partecipanti alla fine della serata sembrerebbe che lo scopo sia stato completamente raggiunto. Da alcuni segnali uggiosi di chi vorrebbe che questa storia non venisse raccontata, anche.

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