Inside Layla : dal Blog di Gabriel – Pioggia, cornetti e coincidenze, ovvero: la sincronicità (tra superstizione, magia e religione).

C’è qualcosa che accomuna superstizione, magia e religione?

Certo, si chiama sincronicità o, meglio, coincidenze significative.

Piccolo esempio: sto parlando con delle persone, a un certo punto, rivolgendomi a una di queste, dico con l’espressione seria e convinta: morirai guidando l’auto mentre vai a prendere la tua ragazza. Che reazione credete abbia questa persona oltre a mandarmi (giustamente) a quel paese? Quanto peso immaginate darà alle mie parole? Se è una persona sana di mente, sicuramente nessuna e, molto probabilmente, dopo pochi minuti avrà dimenticato la mia divinazione.

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Immaginate adesso la stessa scena, io che dico la stessa frase “morirai guidando l’auto mentre vai a prendere la tua ragazza”, solo che appena detta l’ultima sillaba un tuono rimbombi nel cielo, oppure uno stormo di uccelli attraversi le nuvole sopra la nostra testa, o una folata di vento faccia rovesciare un tavolino. Anche se razionalmente non esiste alcuna correlazione tra la mia frase e un qualunque evento rilevante accaduto in quel momento, questo basterà per dare un’impronta “significativa” a quanto ho detto. Continua a leggere

90passi – Voglia d’Inverno

Ecco. Questo è proprio uno di quei posti che mi piacciono sul serio. Basta scambiare due parole con il proprietario, Pino Artigiano, per capire lo spirito e la filosofia del suo locale (Locanda ‘Ntrettella). Parlando dei lussuosi e affollatissimi ristoranti (siamo in estate) del lungomare, Pino liquida la faccenda con una sola frase: «Non mi piacerebbe averlo neanche se me lo regalassero, io voglio fare il ristoratore, mica il porta-gente».

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Basta. Finito.

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GliAltriOttanta – American Gigolò (la nascita di un mito).

Fa strano pensare che Richard Gere a quel ruolo ci sia arrivato solo in seconda battuta perché chiamato a sostituire John Travolta che aveva la pellicola perché troppo spinta e non in linea con l’immagine che voleva dare di sé.

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Il giovane Richard non si fa problemi ad accettare di girare American Gigolò, anche se, probabilmente, non sapeva che stava per incarnare in pieno lo spirito di quelli che sarebbero stati poi gli anni ’80. Continua a leggere

E.Si.Le (Estrema Sintesi Letteraria) Eleanor Oliphant sta benissimo.

Classico bestseller contemporaneo, scritto secondo tutte le regole del caso. Vincente l’idea della protagonista, una Sheldon Cooper senza il suo quoziente intellettivo ma che, pure avendo 30anni, vive ogni esperienza (dal taglio di capelli alla ceretta, da un funerale a una serata in un pub), come fosse la prima volta nella vita, completamente a digiuno delle convenzioni sociali.

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Dove invece il romanzo sembra funzionare molto meno è sul versante “psicologico” non solo per le troppe incongruenze mediche, ma anche perché il lettore dopo pochi capitoli capisce quello che dovrebbe essere il “colpo di scena”. “Colpo di scena” che la stessa autrice a un certo punto, nella spiegazione finale quasi dimentica e fa passare come una qualsiasi stravaganza della protagonista. Continua a leggere

90passi – Una serata blue…

Non c’è nulla da fare. Solo alcune zone di Parigi sono belle come la zona di Via Luca Giordano in autunno. Forse lo è anche New York, ma non ci sono mai stato. È già sera, e camminando lungo il grosso marciapiede, con i rami quasi del tutto svestiti sopra la testa e le foglie sotto gli stivali, mentre panchine ascoltano innocenti promesse dalle coppiette strette dal vento, attacca il sax blue elettrico di Sergio Caputo. Ragazze sfilano veloci, borse della palestra. Un papà ancora incredulo spinge il passeggino, la moglie al braccio.

 È proprio una di quelle serate blue, se riuscite a capirmi.

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A questa bella malinconia ognuno ama reagire in modo diverso, c’è chi ne ha paura e sceglie il caos, la movida, c’è chi l’asseconda Continua a leggere

90passi – L’arte di trasformare gli scarti in cibo per “signori”

E qui c’è tutta l’arte, l’antica lotta alla fame e il senso autentico, che forse andrebbero attribuiti al mestiere dello chef. Provo sempre un profondo rispetto verso le massaie, i cuochi, i monzù, che hanno saputo trasformare “gli scarti” della cucina nobile (o meglio sarebbe dire “dei nobili”) in cibo e pietanze deliziose.

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E qui parliamo realmente di scarti, di quelle parti degli animali che generalmente vengono gettate via e spesso provocano anche un certo disgusto, Continua a leggere