I’m Still Here! Perché da Joke a Joker è un attimo…

Provate a immaginare di portare un cognome come quello di Phoenix segnato, fin dai primi passi nel cinema, dal peso della morte prematura (ad appena 23 anni) di un fratello maggiore (River) bellissimo, bravissimo e amatissimo dal pubblico e dalla critica per autodistruzione da droga.

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Non semplice immaginare una cosa del genere, ma indispensabile per comprendere cosa sia stato il mockumentary (film di finzione girato come fosse un documentario) I’m still here – in italiano “Io sono qui”- della coppia Phoenix-Affleck e apprezzarne fino in fondo la grandezza.

Cosa può offrire un attore, ma vale anche per qualsiasi altro personaggio famoso, in pasto al pubblico e ai media  se non quello che sarebbe il tuo perfetto tragico epilogo?

La notizia di una grave dipendenza, pensiamo agli ultimi anni di Amy Winehouse o Whitney Houston, o di semplici malattie, e anche in Italia ne abbiamo tanti esempi, mette in moto un meccanismo perverso dove la malsana curiosità di spettatori e lettori alimenta la cinica voglia di successo dei mezzi di “informazione”.

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Come fregare tutto questo?

Semplice. A patto tu sia Joaquin Phoenix e abbia un amico altrettanto geniale come Casey Affleck.

Inventi e documenti la tua discesa negli inferi, tra eccessi, sconcertanti apparizioni tv (recuperate quella da Letterman, è da manuale), e notizie “riservate” sapientemente fatte passare ai giornali.

Salvo poi, una volta che su di te siano stati scritte migliaia di articoli, montati servizi tv e preparati sagaci coccodrilli, presentarti dicendo: It’s a joke. I’m still here!. (È uno scherzo. Io sono ancora qui!).

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Curiosità gastronomiche napoletane: la marinara (che non prevede alici!).

Quando a Napoli esplose la passione per la pizza, e molte botteghe cominciarono a dotarsi di forni a legna, i pizzaioli adottarono un sugo veloce, economico e saporitissimo fatto semplicemente con pomodoro, olio, aglio e origano, per condire le pizze che i marinai erano soliti consumare al rientro dalla battuta di pesca.

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Giovanni Panza, Napoli pescatori a Mergellina

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GliAltriOttanta – 1981 la rivoluzione musicale mondiale (e italiana).

Almeno due cose fondamentali succedono alla musica nel mondo e in Italia nel primo anno del decennio perché gli anni ’80 diventassero quello che sono stati, la nascita di Mtv a New York, e in Italia, opera di uno dei migliori talent scout di sempre della tv e della musica italiana, Claudio Cecchetto, l’uscita del Gioca Jouer. 

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Il media televisivo alla fine degli anni ‘70 continuava la sua imperterrita corsa fagocitando man mano tutti gli altri mezzi di informazione e intrattenimento: radio, cinema, giornali. Continua a leggere

Napoli Horror Festival – Massimo Piccolo per Vanity Fair

In occasione della prima edizione del Napoli Horror Festival, dove sarò presente il 15 settembre con lo spettacolo di narrazione Dell’Orrore e di altri Demoni (con Adriana Cardinale, Franco Piccinno e Sara Piccolo), ho realizzato questo reportage fotografico per Vanity Fair.

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Clicca sulla foto per andare all’articolo e alla galleria completa!

Il trucco è di Andrea Borgia della new flesh make up & creative lab.

Piccola curiosità per i miei otto o nove affezionati lettori, la passione per la fotografia mi accompagna, come quella per la scrittura e la narrazione in genere, fin dalla prima adolescenza, ma per conservare il massimo della possibilità creativa ho evitato che diventasse (come la scrittura) la mia prima professione.

Così, quando ho voglia e tempo, posso regalarmi – inattese come fragole dolce e mature a settembre – queste piccole grandi gioie.

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Qualche scatto dalla presentazione del Napoli Horror Festival…

Una piccola galleria di scatti realizzati questa mattina alla presentazione alla stampa della prima edizione del Napoli Horror Festival che mi vedrà impegnato il 15 settembre alle ore 19 con uno spettacolo di narrazione dal titolo “Dell’Orrore e di altri demoni”

Il buffet è stato realizzato da MELACUCINOIO

Qui il programma completo della manifestazione.

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La bellissima Samara è realizzata da Andrea Borgia di new flesh make up & creative lab.

E.Si.Le (Estrema Sintesi Letteraria) Il lamento di Portnoy – Philip Roth

Perché il primo ebreo-americano a sdraiarsi sul lettino dello psicanalista col risultato di una brillante, profonda e geniale comicità è stato Alexander Portnoy, che nella confessione liquida il sistema americano (e quindi occidentale), quello religioso (ebraico, cristiano, eccetera), familiare (madre, padre, sorella, zii e parenti tutti) e sociale (matrimonio, genitorialità, eccetera) come principale ostacolo alla possibilità di una vita, non necessariamente felice, ma realmente vissuta.

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Terzo romanzo Continua a leggere