E.Si.Le (Estrema Sintesi Letteraria):  Orient – Christopher Bollen 

Prendete una costruzione letteraria thriller estremamente contemporanea, con cliffhanger già piazzati strategicamente perché gli sceneggiatori della probabile serie tv non debbano fare troppa fatica nella divisione delle probabili puntate (alla maniera de “La verità sul caso Harry Quebert” per intenderci), aggiungete un vero talento letterario nutrito con i grandi classici della letteratura americana (da Henry James a Philip Roth passando per Francis Scott Fitgerald), così da costruire una “cattedrale” intorno alle proprie ossessioni (nello specifico vecchiaia e morte).

Questi gli ingredienti cucinati con grande maestria da Christopher Bollen, l’autore di questo romanzo thriller dove l’uso di romanzo prima del genere serve quasi a rimarcare le due anime dell’opera, una completamente letteraria, l’altra perfettamente di genere.

C’è un ritmo incalzante, dato dalle azioni dei personaggi che nascono dalla loro parte più interna – e quindi perfettamente credibile – che tiene facilmente il lettore ancorato alle oltre settecento pagine del libro e che, per idea e costruzione, oltre a diventare vero bestseller, davvero attende solo di poter essere trasformato in una serie di successo.

Bellissima, pur se tardiva (colpa mia), scoperta questa di Bollen, tanto che gli si perdona senza problemi la quasi maniacale ricerca di metafore e l’assoluta mancanza di ironia, né dal racconto del narratore né nelle frasi dei tanti personaggi di Orient, poco invidiabile zona residenziale a due ore da New York.