E.Si.Le (Estrema Sintesi Letteraria). Io e Henry – Jonathan Ames

Non è immediato comprendere perché questo romanzo abbia meritato un posto importante nella grande letteratura di fine secolo, dal momento che il tema del diario erotico anticonvenzionale (che fa da motore a tutta la vicenda), era già stato trattato benissimo una trentina di anni prima dalla grande penna di Philip Roth.

Eppure, ci sono cose che rendono assolutamente irresistibile il registro di Ames.

Come, ad esempio, il rifiuto per la realtà che lo circonda che però, come variazione essenziale sul tema, non nasce dell’impossibilità dell’accettazione del mondo quale si presenta, o chissà quale trauma o sofferenza, non esiste vera disperazione nelle pagine di Ames.

L’unico momento di “crisi” è rappresentato da una riproposizione del tormento di Arturo Baldini che nelle parole di Ames diventa puro esercizio di stile, credibile come i vestiti alla Fitzgerald tanto amati dal suo protagonista.

Ames scrive per divertire, è l’amico bizzarro che con la sua incredibile curiosità per ogni tipo di esperienza nella vita ha sempre qualcosa da raccontare e noi, spesso costretti da regole castranti e per di più con la necessità di barcamenarci con le poche fiches che abbiamo per sopravvivere, finiamo per somigliare, più di quanto ci faccia piacere ammettere, all’incredibile Henry.

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