Maurizio de Giovanni: lo scrittore che per Napoli (città) segna e vale più del suo Napoli (calcio).

Non sto per parlare dei libri del celebre giallista napoletano ma, come sempre in questa rubrica, del corto circuito, una volta tanto con risvolti positivi, che ha inconsapevolmente creato.

Maurizio-de-Giovanni

Conosciuto praticamente da tutti, addirittura da più delle sue centinaia di migliaia di lettori grazie all’inesauribile fede calcistica o, per dirla in gergo, per essere un “malato del Napoli (calcio)” cosa che l’ha portato oltre a scrivere di partite, schemi ecc. su Il Mattino anche a frequentare i seguitissimi salotti televisivi sportivi.

E’ di questi giorni la notizia che il ciclo dedicato ai Bastardi di Pizzofalcone diventerà una fiction in sei puntate per la prima serata di Rai1, con Alessandro Gassmann protagonista. L’idea è quella di fornire alla Rai qualcosa per poter evitare la 100esima replica di Montalbano. A questo seguirà il ciclo dedicato al commissario Ricciardi.

Più di una volta mi sono trovato in completo disaccordo con de Giovanni quando, da Il Mattino, attribuiva al calcio, alle gare del Napoli, una valenza di riscatto sociale secondo me eccessiva e fuorviante.

In questo caso però, e arriviamo al corto circuito di sopra, forse non si è reso conto che il gol per la vera vittoria di Napoli (tutta, tifosi e non), e che vale più di un campionato l’ha segnato lui.

Portare la grande fiction a Napoli significa creare lavoro per il settore e l’indotto, movimentare il turismo (i Bastardi non è Gomorra e pensate poi agli straordinari spunti di fascinazione di Ricciardi).

Immaginiamo adesso cosa potrebbe accadere se almeno 1/10 (e non 1/1000 come adesso) delle energie economiche e comunicative locali impegnate nel calcio fossero destinate alla cultura…

 

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