Inside Layla : dal Blog di Gabriel – Pioggia, cornetti e coincidenze, ovvero: la sincronicità (tra superstizione, magia e religione).

C’è qualcosa che accomuna superstizione, magia e religione?

Certo, si chiama sincronicità o, meglio, coincidenze significative.

Piccolo esempio: sto parlando con delle persone, a un certo punto, rivolgendomi a una di queste, dico con l’espressione seria e convinta: morirai guidando l’auto mentre vai a prendere la tua ragazza.

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Che reazione credete abbia questa persona oltre a mandarmi (giustamente) a quel paese? Quanto peso immaginate darà alle mie parole? Continua a leggere

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Sia chiaro, so benissimo che in valore assoluto, cioè se questo risultato venisse paragonato ai numeri dei veri blogger, youtuber e via scrivendo potrebbe apparire esiguo o poco significativo, ma per me, che ho iniziato a scrivere questo blog esattamente 5 mesi fa con il solo scopo di cercare di guardare quello che succede da un diverso punto di vista, essere stato letto 25.000 volte è un risultato assolutamente fantastico e inaspettato, e poco importa se quando ho scritto per il Corriere della Sera o per Il Mattino magari 25.000 letture li abbia realizzati con un unico articolo, non era la stessa cosa, qui ha tutto un altro sapore.

1229 lettori per l’articolo “Perché il museo Lombroso non andrebbe chiuso“, o i 926 per “Perché è stato giusto pubblicare la foto del piccolo Aylan (che non pubblicherò)”, ma anche 1872 lettori per “Da Baglioni (complice Morandi) una bella lezione ai nuovi “critici” per me è una soddisfazione bellissima: è ancora possibile scrivere dei pezzi di “vero” approfondimento con un punto di vista differente (giusto o sbagliato non sta a me dirlo) senza ricorrere ai semplici trucchetti acchiappa-click di lanci studiati solo per incuriosire o sparare chissà quale news del tipo: lutto al Grande Fratello…il tempo di aprire la pagina – con la relativa pubblicità – e scoprire che è mancata la nonna ultracentenaria dell’operatore, magari stroncata dalla vergogna per aver scoperto che il nipote lavorava con la Marcuzzi & Co.

Per me è il senso più alto e bello del web e dei social, poter comunicare col solo scopo di scambiarsi le idee, non semplici informazioni ma vere e proprie riflessioni, magari anche complesse e senza filtri.

Grazie moltissime e questa volta l’invito non lo lascio in basso e fuori dal pezzo: se vuoi possiamo restare in “contatto” con un semplice click qui sotto.

https://www.facebook.com/massimopiccoloofficial

La “signora” Gruber e il “dottor” Damilano.

Da una parte c’è una signora, laureata in lingue e letterature straniere, giornalista professionista, inviato(a) di guerra sui fronti più caldi, direttrice di vari telegiornali in un paio di nazioni, scrittrice. Un signore, laureato in storia (dove ha poi conseguito anche un dottorato), giornalista professionista e vicedirettore di un giornale.

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Di fronte uno dei più ricchi e potenti imprenditori italiani (per la cronaca, laureato in giurisprudenza).

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La Rete. Aldo Grasso, Lucky Ladies e (l’ossessione di) Gomorra.

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Questa settimana nella sua rubrica su Corriere Tv, Il buon Aldo Grasso ha voluto dedicare uno spazio a due nuovi programmi ambientati (e in qualche modo dedicati) a Napoli: “Muort e stramuort” e “Lucky Ladies”.

Per entrambi ha riservato parole di elogio, e fin qui, non volendo entrare nei contenuti dei programmi, niente di “strano”, niente che valesse la stesura di questo pezzo.

Quello che però sembra interessante rilevare è che Grasso, parlando dei due programmi che si occupano di Napoli senza che la camorra sia protagonista (o che sia normalmente non collusa o in affari con essa, come per il 99,9% di noi) dice – in buona fede, con un sorriso quasi di stupore – che il quadro che ne esce è “strano”.

Infatti, per elogiare queste Lucky Ladies, imprenditrici napoletane che alla fine risultano comunque meno vacue degli yuppies milanesi degli anni ’80, per anni simbolo dell’efficienza e del successo da contrapporre all’indolenza meridionale, non trova paragone migliore che vedere in queste signore: delle “Donna Imma” (la boss di Gomorra) che hanno scelto un’altra strada.

Come dire, il metro per parlare di Napoli “deve” essere Gomorra, la normalità è quella, tutto il resto è “strano”.