90passi – Kate Perry e gli abusi della Storia

Il fascino emanato da Timpani e Tempura è di quelli capaci di farti voltare la testa. È come passeggiare per strada e incontrare all’improvviso Kate Perry vestita come nel video California girls che ti sorride, non c’è alternativa.

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Anche se hai accanto la persona che ami, e proprio in quel momento le stavi giurando (credendoci) amore eterno, volti la testa indietro per guardarla ancora. Continua a leggere

Inside Estelle: “Feroce e fedele come un mastino che ha imparato a tenere il passo.”

“…man mano che si allontanava da quel posto i rumori della festa diventavano ovattati e le luci del castello più fioche. Magari avesse potuto dire lo stesso della tristezza che lo seguiva.  Feroce e fedele come un mastino che ha imparato a tenere il passo.”

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Qui mi piaceva giocare con un’immagine abbastanza comune, l’illusione che basti allontanarsi da una situazione che, in qualche modo, ci ha dato della sofferenza per potercela lasciare alle spalle. Continua a leggere

A che punto della spirale si può uscire dal vortice? (ancora “un passo” rubato da I quaderni de la Sposa)

“Ormai mancano quaranta giorni. La Sposa guarda la condensa sui finestroni e i piccoli cerchi gialli delle luci sul terrazzo.  Anche quest’anno non farà niente per trattenerlo. Una foglia si stacca dal ramo, l’alito di vento ne coccola, inutilmente, la caduta. Sospira. Torna a sedersi per cercare di studiare. Rilegge i suoi appunti:  A che punto della spirale si può uscire dal vortice?”.

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Per quanto ogni religione nella sua necessità di dimostrare di essere Unica Depositaria di Verità abbia cercato di cancellare denigrando, quando possibile o assorbendo, quando non vi fosse altra soluzione, le religioni passate, Continua a leggere

GoT: un finale perfetto (no spoiler).

Quando una rappresentazione (che sia cinema, tv, musica o altro poco importa) diventa “evento”, e quindi tutto quello che esiste intorno occupa più spazio della rappresentazione stessa, è assolutamente normale che si creino schiere di detrattori, critici improvvisati, improbabili suggeritori, scontenti ecc.

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Ma dal punto di vista autoriale, il finale di GoT è assolutamente perfetto e George R.R. Martin Continua a leggere

“In questa fiaba nulla è come sembra…” Estelle – Recensione #10

Che sia fiaba o realtà, la storia di Estelle ha come tema la libertà. La sua ricerca ha tormentato gli animi sensibili di ogni epoca.

Martino Ciano

Di qui la dolce figura di Juan, suonatore di accordìon, ossia, fisarmonica, strumento che richiama immagini di malinconia e di folgorante felicità che durano però pochi istanti. E così, dall’incontro tra i due nasce la favola; non un amore, ma una ricerca che va oltre le mura del castello, laddove il mare ruggisce, ammalia e rapisce. Continua a leggere

Quello che gli adulti non dovrebbero mai fare: da Sfera Ebbasta a Nonno Simpson.

Dopo la tragedia dell’altro giorno gli adulti hanno scoperto il mondo “trap” e, grazie ai social che fanno da meraviglioso amplificatore alla semplicità del pensiero “comune”, stiamo assistendo davvero a una sfilza di chiacchiere ottime per la, purtroppo mai così decaduta, tv del pomeriggio: vuote, inutili e banali.

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Si passa dalle offese all’artista in quanto portatore di “valori e idee” abominevoli Continua a leggere

Quello che gli adulti non dovrebbero mai fare: da Sfera Ebbasta a Nonno Simpson.

Dopo la tragedia dell’altro giorno gli adulti hanno scoperto il mondo “trap” e, grazie ai social che fanno da meraviglioso amplificatore alla semplicità del pensiero “comune”, stiamo assistendo davvero a una sfilza di chiacchiere ottime per la, purtroppo mai così decaduta, tv del pomeriggio: vuote, inutili e banali.

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Si passa dalle offese all’artista in quanto portatore di “valori e idee” abominevoli Continua a leggere

Due piccole stelle (d’orgoglio).

Ok. Forse di due stelle su cinque (“pregi e difetti” secondo la legenda di Ciak) non si dovrebbe andare particolarmente fieri.

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E invece queste due piccole stelle che accompagnarono l’uscita del mio primo film (giugno 2014) mi hanno sempre riempito d’orgoglio.

Primo, perché le ritengo giuste. Il film, anche secondo me, ha dei pregi e dei difetti. Ne ero consapevole mentre lo scrivevo, ancora di più mentre giravo, e ne avevo avuta conferma guardandolo finito. Guai quell’autore che delle proprie “opere” non vede i difetti, non potrà mai pensare di migliorare.

Poi, ne sono orgoglioso perché in un mare di difficoltà (e lo dico solo per motivare la soddisfazione non certo per giustificarne i difetti) siamo riusciti a realizzare un film piccolo ma “vero”. Niente marchette o contributi pubblici. Con le risorse che avevamo a disposizione (tutti capitale privato per il quale non potrò mai ringraziare abbastanza Raffaele, Angela e Felice Pipola) abbiamo pagato dalla prima all’ultima delle persone che hanno lavorato (compresi i tirocinanti) senza scendere mai sotto la paga sindacale e versando regolarmente i contributi. Sembrerebbe una cosa ovvia, eppure non sempre è così. Certo l’undicesimo e ultimo giorno di riprese è finito all’una di notte (e ancora ringrazio la troupe) ma alla fine ce l’abbiamo fatta.

E ne sono orgoglioso anche perché il mio piccolo film ha trovato spazio proprio su Ciak. Per un nativo digitale non deve essere semplice immaginare cosa significava per noi ragazzini del secolo scorso avere una passione e non poterla soddisfare semplicemente googlando. Noi amanti del cinema siamo cresciuti leggendo i giornali di settore proprio come Ciak. Su quel giornale ho letto, a partire dalla metà degli anni ’80, le recensioni di tutti i film che ho amato e in qualche modo mi hanno formato.

E mai, neanche nelle sfrenate fantasie di ragazzino, avrei pensato di finirci su con un mio film…vabbè, dai…forse qualche volta un pensiero l’avrò fatto…

 

Grazie moltissime per la lettura. Se vuoi possiamo restare in “contatto” con un semplice click qui sotto.

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