Perché combattere l’Isis esponendo crocifissi e presepi significa aver già perso

Adoro il presepe. E il crocifisso per me è un simbolo molto significativo, tanto che quando mi capita di leggere vignette o di incappare in una scena di un qualche cartoon dissacrante (Griffin, South Park) sulla figura di Cristo provo un certo disagio.

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Letture di religione di Emmanuele Naddeo. Così si studiava alle scuole elementari ai tempi del fascismo.

Ma questo è un problema mio. Fa parte del mio privato, della religione che ho scelto. Non può essere un problema di chi fa satira o, semplicemente, disegna cartoon. Continua a leggere

La rete, Mussolini e l’Isis

E puntuale, come è naturale dopo ogni accadimento che scuote nel profondo la pancia degli italiani, arriva anche l’onda lunga dei nostalgici o meglio sarebbe dire pseudo-nostalgici, visto che il fascismo e la vita sotto una dittatura (fortuna per loro) non l’hanno mai vissuta.

Mussolini MOD

Si sprecano allora foto dello sciagurato duce con scritte risibili tipo “lui l’Isis l’avrebbe già sotterrato” e via farneticando. Capisco chi su queste cose cerca di farsi una carriera politica e quindi il mio pensiero va alle altre persone, quelle in buonafede.

La cosa divertente di tutte queste le persone, diciamolo, “culturalmente semplici” che postano foto e link nostalgici di Mussolini come paladino anti Isis è che non comprendono che l’Isis è solo una versione nazionalista araba di quello che furono Hitler e Mussolini per l’Europa, quindi, miei cari pseudo-nostalgici, se fossimo al tempo di Mussolini quelli dell’Isis, al massimo, sarebbero nostri alleati (contro la Francia, l’Inghilterra, la Polonia ecc ecc).

A questo proposito, sarà bene ricordare che il 20 marzo 1937, proprio per poter meglio fronteggiare i nemici comuni vale a dire Francia, Inghilterra e gli ebrei, Mussolini si fece incoronare “Spada dell’Islam” protettore dei musulmani contro gli infedeli.

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