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Ok. Forse di due stelle su cinque (“pregi e difetti” secondo la legenda di Ciak) non si dovrebbe andare particolarmente fieri.

E invece queste due piccole stelle che accompagnarono l’uscita del mio primo film (giugno 2014) mi hanno sempre riempito d’orgoglio. Continua a leggere
Purtroppo in molti non hanno avuto modo di vedere quel genio che è Massimo Troisi (il tempo al presente è fortemente voluto, non si smette di essere geniali solo perché passati a miglior vita).

Nel suo primo film “Ricomincio da tre” Continua a leggere
Leggo, senza molta sorpresa, tanti commenti scandalizzati sull’uso che in questi giorni si sta facendo della salma di Padre Pio (o per i più ferventi San Pio) perché sembra un’operazione di marketing religioso troppo sfacciata.

Bene. Forse è importante ricordare che tutta l’agiografia religiosa, per non parlare dei processi di beatificazioni e santificazioni nascono proprio per il marketing Continua a leggere
Non sono un nostalgico. Né, peggio ancora, abbocco alla favoletta del “si stava meglio quando si stava peggio”. Il calcio, oggi, non è certamente più corrotto, dopato, mercenario e affaristico di quello di 10, 20, 30 o financo 50 anni fa.

E, perdonatemi, neanche la società è peggiore di quella dei “tempi belli di una volta”. Continua a leggere


Che i media fossero un grande mezzo per diffondere propaganda e odio non lo scopriamo certamente adesso: dai libri (sacri e non) alla radio fino alla tv, passando per cinema, inevitabilmente internet e, purtroppo, facebook.

Anche che venissero costruiti falsi “contenuti” (oggi le chiamiamo bufale) con intenti più o meno nobili, non è di sicuro una novità: dalle “rivelazioni” di un’entità superiore per sentirsi eletti col diritto di sterminare tutti gli infedeli Continua a leggere
Una volta c’era il bar per parlare del nulla.

E, non a caso, quando ci si perdeva a dissertare sul nulla si diceva: “queste sono chiacchiere da bar”.
Niente di male a parlare del nulla (tipo le offese tra allenatori di squadre di calcio), si è sempre fatto, aveva anche una funzione sociale e psicologica importante: delineava relazioni, rappresentava uno sfogo dalla vita reale, aveva una funzione, in qualche modo, di benefica astrazione dal reale.
Capitava poi che qualche strascico di quelle discussioni si portava in ufficio e, di solito, nella pausa pranzo o caffè se ne riparlava.
Tutto qua.
Cosa è cambiato adesso?
Semplice, che quelle chiacchiere da bar, le dissertazioni sul nulla, riescono a protrarsi per l’intera giornata grazie ai social e tutto il sistema della comunicazione che si è sviluppato intorno.
Prima, tra il bar e l’ufficio si scambiavano le opinioni con 5,10, 20 persone al massimo e una volta chiarite o no le posizioni si doveva necessariamente andare avanti.
Oggi, invece, la platea è composta da 500, 1000, 5000 persone e le chiacchiere possono moltiplicarsi all’infinito, per l’intera giornata (a parte qualche piccola pausa per il lavoro – chi è controllato).
A questo si aggiunga la giungla dei media, ormai tutti collegati a facebook e twitter che non vedono l’ora che si abbia qualche #tendenza per buttarcisi a capofitto.
Ed eccoci al tipico “cortocircuito” (che i 3 o 4 che hanno la bontà di leggermi sanno che amo tanto).
Individuata la #tendenza i media collegati ai social iniziano a produrre prima del materiale attinente (nel caso del nulla di oggi: ricostruzione dei fatti, interviste a Mancini e Sarri, precedenti illustri, episodi del passato) poi del materiale speculativo (possibili ripercussioni, dietrologie, ipotesi complottistiche ecc ecc).
A questo poi si aggiunge il materiale prodotto dagli stessi utenti (vignette, elaborazioni fotografiche satiriche ecc ecc).
Risultato: per tutta la giornata si potrà, grazie al ricambio di persone e alle (non)notizie sempre fresche dibattere sul nulla.
Ci sarebbe da riflettere anche su quanto questo sistema dal punto di vista economico sia folle: meno produttività sul lavoro e personale a fronte di un guadagno per i media collegati non sufficiente a compensare le perdite. Ma questo è un altro discorso.
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Zalone è l’argomento del giorno, anzi, di tutto quest’inizio del 2016.

Ci ha provato la Rai con il countdown sbagliato e la bestemmia del 31 dicembre, ci ha provato anche Mediaset con un visibilmente ubriaco Gianluca Grignani ma niente da fare, si parla solo di Checco Zalone che, giorno dopo giorno, sta polverizzando tutti i record d’incassi. Continua a leggere