Una bellissima recensione per Layla di Ida Palisi – il Mattino.

Cinque adolescenti si muovono in una Napoli esoterica più che mai, sospesi tra succhi di frutta e fantasie sessuali, tra blog su misteri del paranormale e Instagram di moda, con nomi storpiati, accenti sbagliati e legami di amicizia che sembrano, al momento, eterni.

Layla è una ragazzina minuta e introversa, con qualche mania autolesionista, costretta a trasferirsi a Napoli da Firenze con il padre, l’inquietante notaio D’Ambrosio; Gabriel gioca a fare il fighetto mentre sul suo blog parla di credenze popolari viste alla luce della razionalità; Sara, la sua fidanzatina dal cuore d’oro, ha il talento della fashion blogger; Pisto, piccolo genio del pc, sta sempre dietro a «bro’» (da brother, fratello) Gabriel, e Bianca, la ragazza più spregiudicata della scuola, vive di forti emozioni e grandi intuizioni.

Eccoli i protagonisti di Layla (Cuzzolin, pagine 390, euro 14,90), ultimo romanzo del napoletano Massimo Piccolo, scrittore e regista, specializzato nel teatro di narrazione. E mentre seguiamo i loro piccoli drammi esistenziali, all’inseguimento di un senso compiuto a dialoghi whatsappati e social vietati, rendendoci subito conto di essere finiti dentro al tunnel dei nostri anni Ottanta in versione millennial, a un certo punto compare lei, la Sposa Vergine. Misteriosa, bellissima, a metà tra il bene e il male come la Persefone di cui rispolvera a puntate il mito, sotto mutate spoglie. Ci parla di non morti, divisi tra sospesi e ritornati, che devono entrambi in qualche modo compiere il loro destino.

Layla Box

E noi lettori, che pensavamo di essere alle prese con una versione anni Duemila di Jack Frusciante è uscito dal gruppo, stiamo a domandarci se invece che di un bildungsroman per ragazzi non si tratti di una storia alla Stanley Kubrick, alla Stephen King, alla saga di Twilight. Insomma ci viene la paura dell’horror.

In realtà l’operazione che fa Piccolo è quella di costruire un libro veloce, dai dialoghi serrati, con gli strumenti della comunicazione di oggi: i social. E lo fa senza uccidere la lingua italiana ma anzi, indovinandone nuove potenzialità, a partire dall’immediata capacità di mimesi dei dialoghi brevi, del discorso diretto del blog di Gabriel, creando con il lettore, abituato a non stupirsi più, un legame di complicità che lo tiene incollato al libro fino all’ultima pagina.

Il mattino

E no, non è un horror, ma un romanzo pop che tocca più temi insieme: quello della perdita dei punti di riferimento e della ricerca di se stessi nel mondo, del disagio adolescenziale che arriva ad assumere forme estreme e a essere emarginante e pericoloso, e infine del mistero (con radici anche nel nostro culto delle anime pezzentelle) che lega i vivi e i morti, o i vivi e color che son sospesi.

Ida Palisi (Il Mattino 9 marzo 2020)

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