Perché, in poche e semplici parole, la Bindi ha torto.

“La camorra è un dato costitutivo della città e della società (Napoli).”

rosi-bindi

Questa frase, per i quattro o cinque che non lo sapessero, ha scatenato tutta una serie di polemiche dividendo la società (napoletana e no) tra gli offesi, i concordi, i revanscisti, i vittimisti ecc ecc, fino a coinvolgere De Magistris e De Luca.

Calma e gesso quindi.

La camorra esiste nella società napoletana?

Certo.

E’ un dato “costitutivo”?

Manco per niente.

Essere “costitutivo” di una qualsiasi cosa vuol dire che in sua assenza quella cosa non esiste. L’idrogeno è elemento costitutivo dell’acqua, senza l’acqua non esiste.

Maradona è stato costitutivo del Napoli campione d’Italia, senza Maradona niente scudetto.

Senza scomodare la Storia, ma Napoli non è certo stata “costituita” dalla camorra (cosa che purtroppo non si può dire dell’unificazione nazionale e del Risorgimento).

La camorra a Napoli è un cancro, è endemica e diffusa. Non è mentalità dei napoletani (se non di quelli collusi o camorristi).

L’omertà, che per decenni lo Stato ha segnato come dato costitutivo della mentalità camorristica e principale causa dell’esistenza della stessa (ricordate le letture alle scuole medie?), adesso che camorra, mafia e ndrangheta sono arrivate anche al nord, si è scoperto che è semplice e sacrosanto istinto di conservazione.

Se una persona cede al parcheggiatore abusivo e paga la camorra, non lo fa per la mentalità camorristica ma per paura (spesso immotivata).

Non abbocchiamo alla favoletta che la camorra, in fondo in fondo, sia colpa nostra e per come siamo “costituiti”, un po’ come la storia dell’omertà insomma.

Le parole, è bene ripeterlo, sono quanto mai importanti.

2 pensieri su “Perché, in poche e semplici parole, la Bindi ha torto.

  1. ok, “costitutivo” può dare adito a sofismi interpretativi. e se dicessimo “importante”? (treccani: “Di cosa, che per sé stessa o in rapporto a determinate circostanze, a determinati fini, è di gran conto o rilievo e deve essere tenuta nella dovuta e seria considerazione”).

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