Gomorra: Napoli, tra realtà e rappresentazione.

Arriviamo subito al punto, mai mi sognerei di suggerire un divieto per le riprese o la messa in onda di Gomorra, ma, allo stesso modo, non potrei mai stigmatizzare o indignarmi per le sacrosante proteste o levate di scudi contro questa discutibilissima fiction.

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Il discorso è lungo e complesso, quindi proverò ad analizzarlo in più riprese (senza escludere i suggerimenti che man mano, grazie a voi, metterò insieme).

La frase che più ricorre dai sostenitori della serie è questa: “Gomorra racconta una verità di Napoli e del suo hinterland e come tale non deve essere nascosta. E non è certo nascondendola che si risolveranno questi problemi.”

Vero. Anzi ineccepibile. Infatti, non a caso, ho aperto dicendo che sarebbe assurdo voler vietare o censurare Gomorra.

E poi “l’arte” (intesa in senso lato) non deve necessariamente avere una funzione edificante o educativa e può anche essere semplice intrattenimento. Certo.

Ma se esiste una funzione educativa “dell’arte” (sempre in senso lato), possiamo negare che esista anche una funzione dis-educativa?

Anticipo una delle obiezioni classiche: “Questa è solo finzione, solo intrattenimento. E allora i Sopranos?”.

Innanzi tutto è bene operare una distinzione netta tra Gomorra e i Sopranos. Mentre la serie con Galdolfini nasceva come opera di fiction classica (per luci, recitazione e cura di sceneggiatura poteva essere benissimo scambiata per una qualsiasi altra fiction contemporanea) intorno ai problemi familiari – attacchi di panico compresi – di un boss la serie di Gomorra nasce, mutuandosi dal film di Garrone, come fiction neo-realistica, non a caso sceglie un registro recitativo “basso” e spesso l’uso del dialetto (a tratti un po’ caricaturale per chi come me è napoletano) intorno alle gesta e alla scalata di alcuni camorristi.

Per quanto riguarda gli attori è utile ricordare che almeno 4 persone che hanno lavorato a Gomorra (film+fiction) sono molto realisticamente finite in carcere per problemi legati alla criminalità. Cosa che non risulta essere successo per la serie americana.

E poi, nonostante tutto, non si può dimenticare che i Sopranos scatenarono negli USA molte più polemiche di Gomorra in Italia, per il rafforzamento dei pregiudizi sugli italo-americani, arrivando perfino a una denuncia al Congresso da parte della deputata repubblicana Marge Roukema e al sindaco di Bloomfiel (New Jersey) che negò le riprese nella sua cittadina.

E la saga de Il Padrino? E il cult Il Camorrista di Tornatore?

Di questo ne parliamo la prossima volta, insieme al pericolo di diventare come gli altri amano immaginarci e all’ironia come un potente anticorpo.

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