“E questo è quanto”: Massimo Piccolo porta l’universo narrativo di Peppe Lanzetta sul grande schermo.

Nel primo esperimento di film/biopic di narrazione, la magia della lettura.

Peppe Spectre2

Ma cos’è precisamente E questo è quanto?

O meglio, come è strutturato?

Per riuscire a raccontare il complesso universo narrativo di Peppe Lanzetta e dei suoi personaggi già diventati iconici ma che in realtà hanno tutte le caratteristiche di veri e propri archetipi contemporanei (si consideri che l’autore di Piscinola è uno dei pochissimi scrittori italiani ai quali la Feltrinelli ha pubblicato oltre a 3 libri di racconti e romanzi anche 2 libri di ballate) Massimo Piccolo ha diviso in tre il piano della narrazione, che alternandosi e completandosi al montaggio, diventeranno un suggestivo e coinvolgente unico fluido narrativo.

Lo scrittore, i personaggi e i libri.

Da una parte uno scrittore, i luoghi d’ispirazione, la scrittura, la musica, dall’altra i suoi personaggi, calati nella realtà, vivi, crudi, spietatamente autentici. Cosa li lega?

Cosa dà vita a un libro quando è stretto nelle nostre mani? Il lettore.

Il lettore è il possente l’artefice della magia, l’anello di congiunzione, l’unica possibilità per queste due dimensioni di prendere vita. In “E questo è quanto” personaggi noti della cultura (attori, cantanti, artisti) diventano lettori eccellenti, momenti rubati al loro quotidiano, il divano di casa, la fermata di una metro, una poltrona nell’attesa di entrare in scena…

Agnese Palumbo

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