Facebook, e come fu che le albicocche iniziarono a crescere sui meli.

La teoria del neotribalismo (Maffesoli & Co), del 2002, dice, in parole poverissime, che grazie a internet la società contemporanea ha iniziato a caratterizzarsi nella creazione di sottogruppi sociali (le tribù), indipendenti dalle caratteristiche sociali dei componenti.

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In poche parole, grazie a internet, gli appassionati della “campana tibetana” o del gelato gusto malaga, possono creare una tribù, un gruppo indipendentemente, scavalcando le loro caratteristiche sociali,  che uno sia del centro di New York e l’altro di un paesino sul monte Bianco, o che uno sia un illustre matematico e l’altro incapace di sommare due numeri a una sola cifra non ha alcuna importanza: dato l’interesse comune potranno appartenere alla stessa tribù.

Ma dal 2002 a oggi nel mondo della comunicazione c’è stata una vera e propria rivoluzione: facebook.

E Facebook che ha cambiato, per forza di cose, il concetto di neotribalismo.

Proviamo a sostituire l’immagine della tribù, con quella di un condominio (che, a mio avviso, rispetto a quella solita della piazza rende molto meglio il funzionamento della piattaforma di Zuckeberg).

Proviamo a immaginare che al centro di questo condominio ci sia un piccolo giardino con al centro degli alberi da frutta. Non appena la persona è andata ad abitare lì, nel suo piccolo appartamento aprendo il suo profilo, ha iniziato a chiedersi e a parlare con i coinquilini su che tipi di alberi fossero piantati lì in mezzo.

In un primo momento c’è stata una grossa discussione tra quelli che dicevano mele e quelli convinti che in realtà fossero albicocche. Poi, man mano che l’inquilino ha preso confidenza col mezzo, le voci dissonanti si sono sempre più affievolite fino a convergere tutte (o quasi), in una sola, quella rispondente all’opinione iniziale del nuovo inquilino.

Questo però, ed è proprio qui che va posta la massima attenzione, non perché si sia trovato un accordo o perché qualcuno abbia effettivamente assaggiato i frutti maturati, ma semplicemente perché la piattaforma di Facebook è pensata, strutturata e realizzata (anche se, a una visione ingenua, si ha l’impressione che sia l’esatto contrario), per ELIMINARE i conflitti e ACCONTENTARE TUTTI.

Ogni giorno le persone tendono a oscurare (non seguendo), eliminare (cancellando), o zittire completamente (bloccando), tutte le voci in disaccordo con la propria.

Risultato? Ognuno, alla lunga, sente di aver ragione. Ma, a quale prezzo?

Call to action 1 Max rid

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