La credunoleria popolare con l’avvento dell’Internet diffuso dai social.

Oggi, per le persone culturalmente meno attrezzate, il vecchio adagio che recitava “l’ha detto la televisione, allora è vero” è stato sostituito, a pieno titolo, da “l’ho letto su Internet, allora è vero”.

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A una comunicazione dall’alto come quella televisiva, spiccatamente unidirezionale (dall’emittente allo spettatore passivo), si è sostituita quella dal basso, dei social, spiccatamente bidirezionale (ogni spettatore è anche emittente e viceversa).

A una visione ingenua sembrerebbe un grandissimo vantaggio (e per certi aspetti lo è), ma questo tipo di comunicazione nasconde non poche insidie.

La prima è l’assoluta mancanza di controllo sulle emittenti: ognuno può postare qualsiasi cosa gli venga in mente, senza dover dare conto a nessuno.

Il mezzo (internet), non ha riconosciuta alcuna autorevolezza intrinseca, perché quando una cosa è alla portata di tutti, perde automaticamente di valore (è per questo che la televisione come emittente, essendo un mezzo riservato ancora a una élite, è ancora ambitissima da chiunque voglia diffondere un messaggio), quindi se per assurdo oggi il fisico Einstein facesse un post sulla teoria della relatività e il cuoco Filippetti (nome a caso), un post dicendo che la relatività è una sciocchezza, il valore dei postulati, per il mezzo, sarebbe assolutamente identico.

Ma dal momento che non ha alcuna autorevolezza intrinseca, come fanno le notizie, le tesi e le teorie divulgate da internet (le famose bufale), a diventare così diffuse e credute?

Semplice. L’autorevolezza (credibilità), non è più data dal mezzo ma dal numero di condivisioni che quella data notizia riesce ad avere.

Così, tornando all’esempio di prima, se Einstein avesse tanti “amici” pronti a condividere la sua teoria o comunque più “amici” di Filippetti la relatività sarebbe assunta come vera, in caso contrario, la tesi di Einstein non avrebbe alcun seguito.

Vi sembra una conclusione esagerata? Provate a contare quanti vostri amici hanno condiviso alcune “bufale” ormai storiche e vecchie di anni come: “ Svolta TUMORE, il Nobel per la medicina: So di cosa si nutre, non mangiate mai questi cibi…”; “Merendine e bibite tossiche: il Centro Anti-tumori di Aviano chiede massima diffusione!”; o ancora “Adesso è ufficiale: Pantani non era dopato…”

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