Un’estate italiana di canzoni terribili. Piccola classifica delle rime e dei versi peggiori.

Colpa mia che stamattina ho ascoltato un po’ troppa radio in auto, ma qualcosa sulle hit e sulla deriva dei testi merita di essere detta.

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Non è tanto la bruttezza delle rime, ma l’inconsapevolezza di quanto si sta dicendo o, meglio, la strafottenza, l’assoluta noncuranza, il trattare gli ascoltatori come minus habens pronti ad accettare tutto e, il vero d

ramma, sta nel fatto che hanno ragione loro.

L’aspirante orgettina.
“Altro festino, cervello nel frigo / Quanto sei figo / capisci che dico?”
Sinceramente no, non capisco cosa dici, non ho idea cosa voglia significare “cervello nel frigo” e poi, se pure fosse possibile mettere il “cervello in frigo” bisognerebbe comunque averlo un cervello.

Il finto indie, finto provocatore, finto esistenzialista. Finto.
“Ma quanto è puttana / Questa felicità / Che dura un minuto / Ma che botta ci dà”.
Oddio quanto siamo scandalizzati! Che originalità! Caro Tommaso, l’unico imbarazzo è nella grammatica, scritta così sembra che ti piaccia farti dare “una botta” da una puttana. Contento te.

I misogini.
“Tenere alta la bandiera / Gli Azzurri sono in ritiro a Formentera / No, la donna è una sfiga vera”.
È un riferimento a Fausto Brizzi del verso precedente? C’è un doppio senso che non ho capito? La Ferragni è così insopportabile?

L’anti-poeta.
“NERA, come questa sera / Con la LUNA piena”
Come può essere nera una notte se c’è la luna piena? Pure Leopardi diceva “dolce e CHIARA è la notte e senza vento, e cheta sopra i tetti e in mezzo agli orti, posa la LUNA…”

L’ignoranza geografica e l’autocitazione senza senso.
“Questa sera non ti dico no / Arriviamo in Cile in autostop (puoi portarmi fino in Messico)/”
Non è che il semplice fatto che in Estate vada di moda il sud America possa giustificare i nomi dei Paesi sotto gli USA come si trattasse della provincia di Barletta. Tra Cile e Messico ci passano oltre 7000 km.
“Non chiedermi la luna tanto la conosco”.
Magari, la Bertè che parla ancora una volta della “luna” è una citazione simpatica, ma messa così, senza alcun senso (al massimo avrebbe dovuto dire “non promettermi la luna/tanto la conosco”), è penosa quanto una puntata de “L’ultima occasione”.

L’ignoranza sociale e l’istigazione al meretricio.
“Con me in una favela/amore e capoeira.”
Qualcuno ha provato a ricamarci chissà quale poesia sostenendo che nelle favelas, nonostante i problemi non si è mai persa la gioia di vivere. Studiate. E se proprio non volete farlo, provate a entrare in una favela, ciucchi di cachaça e poi mi dite.
“Arrivi tu / che in cambio mi chiedi / Una notte speciale.”
In cambio di cosa? Soldi? Cachaça? La possibilità di scappare dalla favela? Il contratto per l’hit 2019 di Tagagi e Ketra? Dimmi Giusy, ti prego, non lasciarmi con questo dubbio!

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