E.Si.Le (Estrema Sintesi Letteraria): Profumo – Patrick Süskind

C’è qualcosa di terribilmente attraente e allo stesso tempo molesto nel leggere il capolavoro di Patrick Süskind, ed è una sensazione che ti accompagna – senza alcuna evoluzione (senza che ne diventi un limite) – per tutta la lettura del romanzo.

Profumo

La prima è che gli uomini sono e restano comunque, per quanto cerchino di elevarsi (magari coprendo i loro odori con essenze profumate), animali. E quando Süskind pensa agli animali non immagina l’universo Disney o la rappresentazione – tutta umana – del mondo animale come esempio di lealtà e buoni sentimenti ma solo un sistema dove l’etica è del tutto assente e il bisogno (o desiderio, per lui è lo stesso) è l’unico motore per ogni azione.

La seconda è che un eventuale superuomo in realtà altro non sarebbe che una superbestia con maggiori capacità e, se possibile, ancora meno senso etico degli altri esseri umani. Esemplare la risposta del protagonista Grenouille sul perché avesse compiuto i suoi omicidi: “mi servivano”.

Layla Copertina

La terza, che poi è forse la soluzione a uno degli interrogativi più interessanti del romanzo, è che in realtà Grenouille semplicemente non sarebbe dovuto sopravvivere al parto come già successo ai suoi numerosi fratelli. E nell’immaginario di Süskind il miracolo presto diventa una immane disgrazia.

La presenza di Grenouille è unica e sbagliata allo stesso tempo. In un mondo dove ogni cosa (animata o inanimata, viva o morta non ha alcuna importanza) ha un suo caratteristico odore, chi ne è privo è un abominio che, semplicemente, non sarebbe dovuto venire al mondo.

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Ben Whishaw nell’omonimo film di Tom Tykwer (press Kit)

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