Dall’estetica iper-cafona alla Piña Colada della Vicario.

Si può scrivere una canzone del ritmo latino che nel titolo ha il nome di un long drink (Piña Colada) senza essere banali o inutili copie?

Se vi chiamate Margherita Vicario sì.

Dopo un’apertura classica (per il genere), in spagnolo in sole quattro strofe racconta (e mette in croce) con la solita e rara ironia il novanta per cento della musica estiva italiana (e in gran parte latina):

Questa notte ho fatto un sogno (ah sì?)
Mi trovavo in aeroporto (e sti cazzi?)
In una mano la valigia (interessante)
E nell’altra il passaporto (wow)

Ascoltare questo testo e guardare il video (realizzato in maniera davvero pregevole e aderentissimo al senso del brano da Francesco Coppola che, più che rifarsi al neorealismo, sembra legato alla pregevole estetica di Narcos) è davvero una boccata d’aria fresca tra le varie canzoni estive piene di immagini che fino a poco tempo fa si sarebbero dette iper-cafoni ma che oggi, grazie anche all’immaginario digitalmente plastificato di Instagram, è diventato il “must” (almeno per quelli che sognano di diventare milionari seguendo un webinar o comprando l’ultimo corso per vendere su Amazon).

Champagne, jet privati, auto di lusso (d’epoca e scoperte), corpi perfetti, occhiali da sole da 400 euro, capelli platinati, borse griffate o trasparenti (per mostrare i prodotti sponsor), spiagge caraibiche che per andarci dovremmo farci un mutuo o vendere l’anima ai guru del marketing 3.0

Per la Vicario (qui in feat. con Izi) la storia è tutta un’altra, tra Pepe Mujica e il sogno di vincere due Emmy si ricorda che si può vivere comunque benissimo tra una grigliata e la possibilità di continuare a fare quello che davvero ci piace (come ascoltare la sua musica in uno stereo fortissimo…).

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