E.Si.Le (Estrema Sintesi Letteraria): Salvare le ossa – Jesmyn Ward

Non ci sono filtri di alcun tipo a distorcere lo sguardo di Esch, voce narrante e i vostri occhi e coscienza almeno per i 12 giorni che vivrete con la sua famiglia nel delta del Mississippi a Bois Sauvage.

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Nessun filtro. Neanche quello della disperazione per la condizione complicatissima della famiglia che vive in una casa ricavata in una “fossa” (cave per l’estrazione di argilla) circondata dai rifiuti di una società lontanissima che li tiene – distrattamente – al margine.  Una disperazione che neanche quando la famiglia è precipitata in una situazione di vero degrado, dalla morte della madre col parto dell’ultimo dei 4 fratelli e il conseguente crollo del padre, è mai davvero percepibile.

Né quello del razzismo.  Dei bianchi, possidenti e ricchi, lontanissimi e quasi alieni, l’unica cosa che può interessare sono i proiettili esplosi dai loro fucili quando può capitare di andare a rubare qualcosa dalle fattorie.

Né quello del riscatto o dell’invidia sociale. Il mondo dei Batiste e dei loro amici è completamente autosufficiente e distaccato da tutto il resto.

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Sgombro da filtri resta lo sguardo puro e fiero della piccola Esch divisa tra l’aspirazione a percorrere l’esistenza come la sua eroina mitologica preferita, Medea e la consapevolezza di dover cavalcare l’anima di China, la pitbull del fratello (e il fatto che sia anche lei femmina è importante quanto la presenza dell’uragano Katrina – ancora un rimando femminile – nel libro) per poter attraversare, nonostante le ferite con le ossa salve, la vita che le è toccata.

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