E.Si.Le (Estrema Sintesi Letteraria): Primo comando – Patrick O’Brian

Nella stragrande maggioranza dei casi, quando si decide di iniziare a mettere su carta una storia, lo si fa per il bisogno di dare vita a dei personaggi, e così, per renderli veri almeno quanto tutte le persone che hai incontrato nella vita, gli si crea un mondo credibile intorno.

Per Patrick O’Brian accade l’esatto contrario.

O’Brian parte dalla necessità di mettere in scena il mondo che, in qualche modo, avrebbe voluto vivere, la vita a bordo delle navi da guerra alle fine dell‘700, le battaglie epiche, il codice etico dei marinai, le imprese corsare e così via e ci costruisce intorno un meraviglioso universo narrativo dando vita al Capitano, valoroso quanto impacciato nei rapporti umani, Jack Aubrey e al suo inseparabile amico, il chirurgo, studioso e naturista (nonché spia, ma questo lo si vedrà meglio con il passare del tempo), Stephen Maturin.

E così, di botto, il lettore si trova catapultato su una nave della Royal Navy, un po’ come Maturin nel suo primo viaggio, senza nessuna competenza né del gergo né degli usi ma basta poco per comprendere che se pure non ne sappiamo nulla di controlegacci, quartine, fiocchi e orzate, la mano sapiente di Aubrey-O’Brian ci accompagnerà con cura nella navigazione.

E tale è la bellezza di questa creazione per O’Brian che, dal successo arrivato in età matura, Jack Aubrey e Stephen Maturin gli saranno fedeli, solidali e inseparabili compagni fino alla fine del viaggio della sua esistenza (l’ultimo libro, il ventunesimo della saga, si interrompe, incompiuto, al terzo capitolo).

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