Facebook, e come fu che le albicocche iniziarono a crescere sui meli.

La teoria del neotribalismo (Maffesoli & Co), del 2002, dice, in parole poverissime, che grazie a internet la società contemporanea ha iniziato a caratterizzarsi nella creazione di sottogruppi sociali (le tribù), indipendenti dalle caratteristiche sociali dei componenti.

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In poche parole, grazie a internet, gli appassionati della “campana tibetana” o del gelato gusto malaga, possono creare una tribù, un gruppo indipendentemente, scavalcando le loro caratteristiche sociali,  Continua a leggere

In futuro (cioè oggi), tutti potremo godere di 15 like di celebrità.

La celebre frase, “In futuro tutti saranno famosi per 15 minuti” (già in un catalogo nel 1968), era così lungimirante nella visione del mondo che di lì a pochissimo si sarebbe completamente trasformato da essere conosciuta non meno delle stesse opere di Wharol.

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Che la celebrità non fosse però una cosa così semplice lo si è capito prestissimo, già nel ’69 Charles Manson Continua a leggere

Il più grande nemico della conoscenza non è l’ignoranza, ma l’illusione della conoscenza. (Stephen Hawking)

Come spiegare a chi è vittima dell’effetto Dunning-Kruger (quello che tende a sovrastimare le proprie competenze), che la sua non è conoscenza ma solo una illusione della conoscenza?

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Mai, come in questo preciso momento storico, la quantità di “sapere” è stata così disponibile e accessibile per un tale numero di individui, Continua a leggere

Il cancro (ottuso) del calcio.

Gli juventini rubano, i napoletani puzzano.

Il Vesuvio deve fare il suo dovere, di Heysel ce ne devono essere altre 100.

Mentre festeggiano lo scudetto a Torino ci sono cori contro i napoletani, mentre la Juventus gioca la finale di Champions, a Napoli si vendono bandiere per festeggiare la sconfitta della Juve.

Quelli sono rubentini, quegli altri napolecani.

Il Napoli è colera, la Juve è merda.

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Il calcio è un bellissimo gioco.

I tifosi, dall’ultrà violento “all’intellettuale” salottiero, ne sono il cancro ottuso.

 

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L’Odio.

Odiate quel politico perché dite che vi ha rovinato la vita e l’Italia intera, poi odiate i suoi familiari perché sono come lui o magari peggio, odiate anche quelli che lo votano perché, in fondo, è colpa loro se lui è lì.

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Odiate la squadra di calcio avversaria perché è disonesta a differenza della vostra, odiate tutti i quelli che hanno indossato quella maglia e poi tutti quelli che tifano per quei colori; Continua a leggere

Referendum. Due odiose (ma fortunate) tecniche di propaganda.

Come è mio costume, non entrerò nel merito del votare sì o no al referendum, non è questo il mio ruolo o quello del mio piccolo blog, né mi interessa che lo diventi.

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Mi limiterò a descrivere due tecniche di comunicazione propagandistica, a mio avviso assolutamente odiose per quanto funzionanti, che stanno andando per la maggiore, tutte volte a convincere gli indecisi (quelli decisi per partito preso non interessano in questa fase). Continua a leggere

Le Iene e la nemesi dello schiaffo alla Toffa.

C’è il filo dell’ignoranza degli utenti (tv o social che siano) che lega la Brigliadori, Red Ronnie, Bettarini e Clemente Russo.

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Quanto di più trash la tv sia stata capace di regalarci in questo primo scorcio d’autunno.

Gente che senza alcun merito specifico (o magari con qualche merito guadagnato in tutt’altri campi) pontifica su argomenti medici in maniera del tutto a-scientifica ma, grazie all’autorevolezza conferita dall’essere un “volto noto”, quindi “famoso”, quindi “importante” e “meritevole” di attenzione, riesce, cavalcando l’emotività e la debolezza del pubblico ad avere un “seguito”.

Sia chiaro, la loro forza non sta nel “creare” un’opinione nuova (non ne avrebbero lo spessore), ma sono determinanti per rafforzare le opinioni a-scientifiche già in voga. Per questo ancora più pericolosi.

Quando poi non si cimentano in pindariche teorie, ma si lasciano semplicemente ascoltare per quello che sono, magari riescono pure a distruggersi la carriera o l’immagine (?) in pochi minuti, producendosi nel più ridicolo, infantile e pericoloso machismo televisivo.

Due gli aspetti ancora più interessanti della questione.

Il primo riguarda lo schiaffone che la Iena Toffa si è beccata, bene. Visto che le Iene ha spesso cavalcato e contribuito a creare questa ignoranza avallando fantasiose teorie a-scientifiche, il fatto che proprio una “fantasiosa” Brigliadori gli si sia rivoltata contro ha il sapore della nemesi.

Il secondo riguarda i giornali. Possibile che ancora oggi paghino giornalisti per occuparsi di programmi trash ormai ben oltre la tollerabilità da “fine impero”?

 

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